martedì, giugno 24, 2003

SOLO UNA SANA CONSAPEVOLE LIBIDINE SALVA IL GIOVANE...;
Carrie Adams[...] Certe riprovazioni predicatorie avverso l'esasperazione del godimento sessuale femminile sono in conclusione da ridurre ed analizzare nel complesso di quel globale (e spesso contraddittorio) processo di moralizzazione che segn? a fondo il secondo '500 e tutto il '600: in realtà la prevalenza sessuale (ed anche violenta) del maschio (come pure la sua giustificazione legale) fu un fenomeno costante, irreversibile anche se pure contro di esso si stavano levando impreviste riprovazioni oratorie e giuridiche. Le ragioni erano molteplici e correvano dalla necessità sociale di mettere un freno agli eccessi sessuali di tanti soldati ormai "scientificamente" dediti a frenetici saccheggi, quanto ancora all'obbligo sanitario d'arginare il diffondersi della sifilide ed altresì all'esigenza di reprimere (per salvaguardare in particolare "giovinetti d'onesta condizione") il proliferare di sodomia ed omosessualità: in questo meccanismo sostanzialmente rientrava la storica condanna della masturbazione (od "onanismo" dal biblico peccato di Onan, punito da Dio per aver sparso a terra il proprio sperma). La masturbazione tormentò, stranamente i pensieri d'un esercito di teologi e la sua condanna finì per estendersi, con terribili ed ingiustificate componenti psicologiche, nella sfera dell'indagine medica e dell'analisi mentale sin a strutturare, in tempi relativamente recenti, formule, a sostegno di complicanze patologiche fisiche e mentali, tanto terrifiche quanto ad effetto per generazioni di adolescenti, del genere, per intendersi, che "la mano del masturbatore sia in pratica quella d'un aspirante suicida". Alle origini di una condanna spietata quanto priva di motivi scientifici risiedeva un giudizio religioso e morale, in pratica, paneuropeo: in definitiva la masturbazione era bandita sin ai limiti del peccato mortale (per quanto non perseguibile penalmente vista l'estrema diffusione) in quanto molti teologi (forse, pure a fronte di un calo evidente delle nascite sia legittime che prematrimoniali) avevano maturata la convinzione che la masturbazione (e la pratica non facile comunque del coito interrotto) fossero divenute una colpevole abitudine di tante coppie sposate che (a prescindere da rudimentali forme anticoncezionali) preferivano raggiungere il piacere per via di queste pratiche erotiche piuttosto che correre il rischio (soprattutto economico) di gravidanze indesiderate.
La convinzione teologica, partita da un certo studio delle nuove abitudini all'interno della vita di coppia, si estese sveltamente alla valutazione del vero e proprio autoerotismo, praticato dal singolo individuo escluso, per varie motivazioni, da complete esperienze etrosessuali: in questo caso si può allora affermare che un testo base per le confessioni sia divenuto, con rapidità, le “Instructions pour les Confesseurs du Diocesse de Chalon-sur-Saone” (Lione, 1682) in cui si fornivano i consigli ritenuti migliori, più utili e soprattutto prudenti (in particolare anche per pedagoghi e genitori) onde distogliere gli adolescenti da un peccato giudicato "perverso" (assieme a quelli di omosessualità -sodomia, coito interrotto e zoofilia od accoppiamento con animali) in quanto l'orgasmo e l'eiaculazione non avrebbero mai corrisposto al fine naturale e religioso della procreazione.
Ad una prima analisi sorprende, dall'attenta lettura di questo e dei tanti manuali che ne trassero ispirazione, che tale delirante processo di colpevolizzazione venisse esteso eminentemente alla masturbazione maschile (proprio contro l'indulgenza storica verso questo sesso) mentre la maggior parte dei confessori e dei medici di estrazione cattolica consentiva la masturbazione femminile pur sotto termine meno urtante di manipolazione, tanto in preparazione della penetrazione maschile quanto del conseguimento dell'orgasmo femminile una volta che lo sposo avesse precedentemente eiaculato. La ragione vera di queste scelte non dipendeva però da ignoranza né da un imprevedibile permissivismo a favore della sessualità femminile.
In effetti tanto i teologi, soprattutto quelli attenti ai meccanismi del concepimento, quanto i medici continuavano a dipendere, nella gran maggioranza, dal magistero della scienza di Galeno (per cui l'appagamento femminile, visto che esisteva, doveva pur collegarsi a qualche volontà divina) arricchita per un verso dal convincimento che il "liquido seminale" femminile, liberato dall'eccitazione sessuale ed estremizzato dal conseguimento dell'orgasmo, fosse biologicamente essenziale quanto quello maschile al concepimento e che d'altro canto la contestualità di versamento di "fluido femminile" e di "sperma maschile", favorita dalla simultaneità o quasi dell'orgasmo, determinasse la generazione di figli più belli, forti e sani (v.SARA F. MATTHEWS GRIECO, “Corpo, aspetto e sessualità in Storia delle donne...”, Laterza, Bari, 1995, III,pp.82-84) - FONTE



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1 Commenti:

Anonymous Anonimo ha detto...

molto intiresno, grazie

26/11/09 2:50 PM  

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